Roboborder, sciame di droni a sorvegliare i confini con l’Europa

Progetto di sorveglianza delle frontiere, finanziato dalla Unione Europea, volta a monitorare e tracciare le attività illegali

Il Police Service of Northern Ireland è stato coinvolto nel progetto sperimentale di ricerca finanziato dalla UE. Roboborder, iniziato nel 2017 e la cui conclusione è prevista per agosto 2021, ha ricevuto il 90% del budget di 8,9 milioni di euro dal programma di investimenti Horizon 2020, nell’ambito del flusso di finanziamento “Sicurezza di frontiera: sistemi autonomi e sistemi di controllo”.
Si tratta di “un sistema autonomo di sorveglianza delle frontiere completamente funzionante” e coinvolge istituti di ricerca, polizia, agenzie di difesa e di frontiera di Grecia, Ungheria e altri Stati europei.

Katy Hayward, docente esperta di confine irlandese presso la Queen’s University, ha affermato che il potenziale uso della tecnologia dei droni in “una regione postbellica con esperienza storica di sorveglianza militare è uno sviluppo che dovrebbe essere adeguatamente esaminato, anche per consentire di rispondere a domande legittime su privacy, dati e finalità”.
Una ricerca della Queen’s University del 2019 aveva rilevato che una persona su tre troverebbe “quasi impossibile accettare” i droni al confine nel contesto della Brexit.

La PSNI ha utilizzato i droni 372 volte in tutta l’Irlanda del Nord da giugno 2013 a marzo 2019, senza tener conto dell’utilizzo “nascosto” di questi dispositivi, come rivelato dalla BBC.

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