Lealista malato terminale; “Sì, mi sono unito all’UVF. No, non me ne pento, ma mi dispiace che la gente sia morta”

Ken Wilkinson, portavoce del PUP, ha rilasciato forse la sua ultima intervista a NewsLetter

Ken Wilkinson è affetto da una grave malattia polmonare in fase terminale e per questa ragione ha voluto rilasciare un’intervista in cui affronta il suo passato come paramilitare lealista, nelle fila dell’Ulster Volunteer Force”.

Wilkinson, che ora ha 72 anni, è apparso molte volte negli anni sugli schermi televisivi e sulla stampa per opporsi agli informatori, per attaccare l’Historical Inquiries Team o per condannare gli spacciatori che operano nella sua stessa comunità.

Ha affermato di aver affrontato dei rischi, per aver favorito il coinvolgimento dell’UVF nel processo di pace. La sua proprietà è stata attaccata negli ultimi anni, in azioni presumibilmente collegati allo spaccio di droga.

È entrato a far parte del PUP dalla metà degli anni ’80. Ne è portavoce nel South Antrim ed è attualmente funzionario dell’organizzazione a sostegno dei prigionieri dell’UVF.

Alla domanda se avesse fatto parte dell’UVF, ha risposto: “Sto vivendo i miei ultimi giorni. E non ha senso negare qualcosa adesso, lo sa?”

Quando la domanda gli è stata posta una seconda volta, ha ammesso: “Beh, sì ero nell’UVF.”

Aveva una posizione come brigadiere? “No.”

Ha mai ucciso qualcuno? “No, non l’ho fatto, no.”

È mai stato coinvolto in attentati o sparatorie? “Ehm … non posso rispondere.”

Alla domanda perché ‘no’, ha risposto: “Beh, potrebbe coinvolgere altre persone E ho anche la mia famiglia a cui pensare”.

Si è pentito di essersi unito all’UVF? “No … penso che mi abbia reso una persona migliore”.

“Forse non migliore. Forse più saggio … Il modo in cui ho riflettuto su questo, ogni volta che ho visto atrocità commesse dall’IRA, mi ha fatto davvero male. Così come ogni volta che ho visto massacri come quello di Kingsmills. La gente deve ammettere che l’UVF è stata più o meno una forza reazionaria … Ha reagito, come l’UFF, anche se non posso parlare per loro.”

E quando si parla delle vittime innocenti del lealismo, risponde: “Mi dispiace che qualcuno abbia perso la vita. È davvero un peccato che qualcuno abbia perso la vita”.

 Tratto da NewsLetter

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