Brexit. N. 10 Downing Street: la UE chiede i piani per i controlli alle frontiere del Nord Irlanda

Attriti tra il Regno Unito e l’UE dopo che dall’Ufficio della Presidenza del Consiglio è giunta l’accusa a Bruxelles di pubblicare richieste di piani “dettagliati” sui controlli doganali dell’Irlanda del Nord, prima di averli condivisi con Londra

Dopo il primo round di colloqui ‘costruttivi’ di giovedì 30 aprile, funzionari dell’UE hanno diffuso la nota tecnica sul protocollo dell’Irlanda del Nord, esortando il Regno Unito a definire i suoi piani per la gestione delle dogane e controlli alle frontiere.

Il testo afferma la necessità ‘urgente’ che il Regno Unito dia seguito a “misure tangibili”, per evitare problematiche per le imprese.

“Dato che il tempo è breve, la Commissione sottolinea l’importanza che il Regno Unito esponga i suoi piani per quanto riguarda tutte le misure di attuazione prescritte dal protocollo su ‘Irlanda / Irlanda del Nord’ e che fornisca un calendario dettagliato”, hanno scritto.
“La Commissione si aspetta che il Regno Unito fornisca i dettagli richiesti e i tempi dettagliati sulle misure di attuazione che intende prendere con urgenza.”
“Gli scambi all’interno del comitato specializzato devono ora essere seguiti, con urgenza, da misure tangibili”.

Il protocollo mira a garantire che non vi sia una frontiera doganale, all’interno dell’isola, alla fine del periodo di transizione della Brexit.

Ma l’UE chiede che le linee chiave vengano concordate entro il 1° luglio, per garantire che ci sia tempo sufficiente per l’attuazione delle misure entro il 1° gennaio del prossimo anno.

Circa la nota diffusa dalla UE, un portavoce di Downing Street ha dichiarato: “non è stata condivisa in occasione dei recenti incontri con il Regno Unito, né è stata concordata dal governo britannico”.

Ma c’è un’accusa ancora più forte: “sorprendentemente, la nota sembra mancare l’obiettivo fondamentale del protocollo dell’Irlanda del Nord. In questo documento, di sette pagine, non si fa menzione dell’Accordo del Venerdì Santo o del processo di pace”.

“Ci impegniamo a rispettare i nostri obblighi legali previsti dal protocollo, così come ci aspettiamo che l’Unione Europea rispetti i propri. Continueremo a portare avanti l’attuazione del protocollo e del comitato specializzato”.

Tratto da Politics Home

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