MASSACRO DI KINGSMILLS. I FAMILIARI NON COLLABORERANNO “FINCHÉ LA LEGGE NON CAMBIERÀ”

Alcune delle famiglie delle vittime del massacro di Kingsmills hanno annunciato il rifiuto di collaborare con An Garda Síochána (la polizia della Repubblica d’Irlanda) finché la legge che impedisce agli agenti di testimoniare nei processi nordirlandesi non cambierà

Nel massacro di Kingsmillls del 5 gennaio 1976 dieci operai Protestanti vennero giustiziati dall’IRA. Il più giovane aveva 19 anni. La strage avvenne nella Contea di Armagh, quando gli uomini dell’IRA fermarono il pullman che riportava gli operai a casa dal lavoro.
La nuova legge, che è ferma al Dáil (parlamento irlandese), permetterebbe al Coroner di interrogare gli agenti della Garda.

Oggi, i familiari hanno dichiarato di essere “arrivati al capolinea” a causa dell’estrema lentezza con cui procede l’inchiesta.

Parte del problema è legato alla legislazione attuale dell’Éire, che impedisce agli agenti della Garda di testimoniare in tribunali nordirlandesi.
Tuttavia una bozza di legislazione, che faciliterebbe la collaborazione con le inchieste del Coroner in casi legati ai Troubles, è ferma dal dicembre del 2017.
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Il Coroner ha rassicurato le famiglie che avrebbe scritto alle autorità irlandesi competenti per esprimere la loro ansia in merito, aggiungendo che se dipendesse da lui la legge entrerebbe in vigore da ora.

Intervistato dopo l’udienza, Colin Worton, che nell’attentato perse il fratello Kenneth, ha dichiarato che alcuni membri della sua stessa famiglia non credono più nell’inchiesta, tanto lunga è stata la ricerca della giustizia così sperata.

Colin Worton ha espresso tutta la sua frustrazione accusando le autorità della Repubblica di “trascinar loro stesse”, e ha affermato: “La legge deve passare al più presto”.

Le famiglie hanno anche espresso delusione per il fatto che in Inghilterra i nomi dei sospetti dell’attentato di Brighton siano stati divulgati, mentre per il caso Kingsmills questo non è avvenuto.

“Chi l’ha fatto dovrebbe dire chi è stato e perché, e affrontarne le conseguenze”, è stato dichiarato.

Tratto da BBC News Northern Ireland

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