MARTIN COREY: “SONO IN CARCERE DA UN ANNO E MEZZO, MA NON C’È UNO STRACCIO DI PROVA CONTRO DI ME”

“Non conosco il motivo del mio arresto. Dicono che sono un ‘rischio per la sicurezza’, mi accusano di aver parlato con repubblicani di spicco e di aver visitato alcune case a Lurgan. Ma cosa significa? Non ho fatto nulla di sbagliato: sono in carcere per le mie vedute politiche.”

di Elena Chiorino

Martin Corey, detenuto a Maghaberry dopo la revoca della sua licenza di nell’aprile del 2010, era stato rilasciato su licenza nel 1992, dopo aver scontato diciannove anni a Long Kesh per l’omicidio di un agente del RUC nel 1973.
Sono parole amare, le sue: in un’intervista esclusiva al Lurgan Mail, racconta di come le accuse rivoltagli siano assolutamente infondate, seppur numerose. “Non hanno prove contro di me. Per questo non mi hanno ancora accusato formalmente. Se il mio caso approdasse in tribunale, finirebbero per rilasciarmi, perché non c’è uno straccio di prova contro di me.
“Da quando sono stato rilasciato da Long Kesh il massimo in cui sono stato coinvolto è stata qualche attività di protesta come i white-line pickets. Null’altro. Ho addirittura ricevuto una referenza da Monsignor Hamill. Come potrei rappresentare un pericolo per la sicurezza? È ridicolo.” E prosegue: “Quando sono stato arrestato ad aprile, mi hanno portato alla stazione di polizia di Lurgan, e nessuno degli agenti era a conoscenza del motivo del mio fermo. Quando sono stato condotto qui a Maghaberry, addirittura il personale carcerario pareva sorpreso di vedermi. Uno di loro mi ha chiesto cosa ci facessi lì, e io gli ho risposto che ne sapeva quanto me. Poi sono stato sbattuto in una cella, e sono qui da allora. Se hanno prove a mio carico, allora dovrei essere formalmente accusato e dovrebbe iniziare un processo; in caso contrario, devono rilasciarmi.”
Protagonista dell’ennesimo caso di internamento senza accuse, ancora più allarmante è la conclusione che Corey trae da questa situazione sempre più critica: “L’accordo dello scorso agosto non è stato applicato; la dirty protest attualmente in corso potrebbe presto degenerare, e uno sciopero della fame pare ormai una possibilità del tutto verosimile. L’ultimo sciopero della fame iniziò con una dirty protest, e questa controversia potrebbe finire allo stesso modo: ci sono numerosi volontari per uno sciopero della fame. Non mancano di certo.”

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