POLICE OMBUDSMAN’S OFFICE SOTTO INDAGINE, IL RAPPORTO DEL CAJ

In via di pubblicazione il rapporto del Committee on the Administration of Justice (CAJ) sull’Ufficio di Supervisione (Police Ombudsman’s Office) della PSNI, che riporta pesanti critiche e mette in luce problemi preoccupanti

di Elena Chiorino

L’inchiesta del CAJ è iniziata l’estate scorsa, prendendo in esame le rimostranze e il crescente disagio mostrato dai familiari delle vittime, dalle vittime stesse, dai rappresentanti legali e dai gruppi di difesa dei diritti umani nei confronti dell’operato dell’Ufficio di Supervisione riguardo a delicati casi del periodo dei Truobles.
Il rapporto, ora in via di pubblicazione, include gravi critiche all’indipendenza, alla trasparenza e all’efficienza dell’Ufficio, che nel 2000 era stato istituito come organo chiave nel processo di pace, con il compito di assicurare un più alto grado di sicurezza e di correttezza nell’operato della polizia.
Mick Beyers, che ha curato l’inchiesta, afferma che siano evidenti le falle nella questione dell’indipendenza dalla polizia e dal’organo governativo Northern Ireland Office (NIO), e che le ricerche abbiano destato seria preoccupazione in relazione alla mancata applicazione del termine “collusione” ad un consistente numero di investigazioni sull’operato della polizia durante il periodo dei Troubles, specialmente nei casi storici. Il problema, secondo il CAJ, è alla radice: l’Ufficio non ha mai decretato una definizione precisa del termine “collusione”, né ha mai specificato che cosa si possa definire “collusione” nell’ambito della criminalità, non assolvendo dunque al compito di identificare potenziali errori da parte della polizia.
Un altro punto cardine del rapporto è relativo al tempo eccessivamente lungo che l’Ufficio impiega sia a compiere investigazioni, sia a stilare rapporti, soprattutto alla luce della qualità di essi: spesso, nonostante la lunghezza, risultano laconici.
Il rapporto del CAJ non è tuttavia una sorpresa: il governo aveva già annunciato un’imminente indagine in seguito alle scioccanti dimissioni di Sam Pollock, direttore generale dell’Ufficio, che aveva affermato che l’indipendenza dell’organo era ormai stata minata da interferenze da parte di eminenti funzionari del Dipartimento di Giustizia di Stormont.
Il Dipartimento aveva assicurato, per contro, il totale rispetto dell’indipendenza dell’Ufficio, e promesso un’immediata investigazione sulle accuse.
Pollock aveva anche tentato di sollevare con il NIO un’altra spinosa questione, quella del salario e dell’indennità dell’Ombudsman, Hutchinson, definiti esageratamente alti rispetto a quelli del suo predecessore, O’Loan; ma, racconta al CAJ, le sue preoccupazioni erano state messe a tacere, e fu messo a verbale che il segretario permanente del NIO e il nuovo Ombudsman avrebbero discusso personalmente su come garantire al meglio una collaborazione effettiva fra il NIO e il Police Ombudsman’s Office. “Lo interpretai come un ammonimento”, conclude Pollock, “a tenermi fuori da quegli affari ed occuparmi dei miei.”
Procedendo nell’indagine su questo argomento, il CAJ ha preso in esame l’agenzia internazionale di reclutamento a cui era stato affidato il compito di esaminare i potenziali candidati per il posto di Hutchinson; furono contattati Peter Tinsley, del Canada’s Military Police Complaints Commission, e Nicholas Long, dell’Independent Police Complaints Commission in Inghilterra, e fu assicurato ad entrambi che non fosse necessaria esperienza in Nord Irlanda per ottenere il posto. Entrambi si sono lamentati che tale requisito sia stato loro richiesto appena dopo aver presentato formalmente domanda. “Mi è stato sconsigliato di sporgere un reclamo ufficiale”, afferma Long, “poiché un gesto del genere avrebbe potuto danneggiare la mia carriera.”
Il NIO ha comunque negato di aver apposto una simile modifica al criterio di scelta dei candidati, nonostante così appaia dal rapporto.
Il CAJ si augura che vengano presto fornite delucidazioni su quanto il NIO o il Dipartimento di Giustizia influiscano sul Police Ombudsman’s Office, e che le dettagliate raccomandazioni contenute nel rapporto vengano seguite, così che possa venire soddisfatto il costante bisogno da parte della società di porvi fiducia.
Dall’altra parte il NIO, tramite un portavoce, assicura che il rapporto verrà analizzato, pur rimanendo salda la certezza che il processo di costituzione dell’Ufficio abbia seguito appieno il codice di procedura dell’Office of the Commissioner for Public Appointments (Ocpa), e che nessun criterio sia stato aggiunto a posteriori.

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