ATTACCO LEALISTA. FAMIGLIA CATTOLICA FUGGE DALLA CASA IN FIAMME

Newtownards. Il quarto attacco in poche settimane è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso

“Traumatizzata” è l’unica parola che può descrivere Janette Nelson, che nelle prime ore di venerdì mattina si è trovata costretta a scappare da casa sua,  in fiamme dopo un attacco lealista.

Janette ha tre figli: la più grande ha 12 anni, la sorellina 7 e il più piccolo soltanto 2. “Avremmo potuto restare uccisi”, ripete. “Sono ancora terrorizzata, anche i miei figli lo sono. Se non fosse stato per l’allarme antincendio non saremmo qui ora, perché il fumo nero che saliva su per le scale mi stava soffocando”.

“Quando ho visto la porta in fiamme ho preso in braccio mio figlio più piccolo e un telefono, poi sono corsa nella stanza delle bambine e ci siamo rifugiati in bagno. Da lì ho chiamato la polizia, non riuscivamo ad uscire dalla finestra ma i vigili del fuoco sono arrivati a minuti. Ci hanno tirati fuori, e da quel momento non ricordo molto altro”.

Nelle scorse settimane, casa sua era già stata presa di mira, le mura coperte di scritte come “Taigs out” ["Fuori i Cattolici", dispreg. ndt] e insulti; ma quello che fa più male, per Janette, è non capire la ragione di tutto questo: “I miei figli non sanno nulla di religione e settarismo, non li ho cresciuti così. Non avevamo mai avuto problemi prima d’ora e viviamo qui da tanto. Semplicemente, spezza il cuore”.

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