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DOLOURS PRICE: “ADAMS ORDINÒ LE BOMBE A LONDRA, DEVE AMMETTERLO”

Gerry Adams deve ammettere la sua parte in guerra”: dopo la bufera scatenata dal caso del Boston College, Dolours Price esce allo scoperto parlando in prima persona, mentre Adams continua a negare ogni accusa

Le accuse contro Gerry Adams, le stesse avanzate da Brendan Hughes nel libro di Ed Moloney “Voices From The Grave”, sono pesanti come macigni: “Ero convinta che gli inglesi avrebbero lasciato che morte e distruzione continuassero a perpetrarsi, se sufficientemente lontano dalla madre Inghilterra. Colpire Londra sarebbe stato più efficace di venti autobombe nel Nord. Il piano di piazzare bombe a Londra era mio, e fu Adams in persona ad approvarlo”, rivela Dolours Price in un’intervista al Sunday Telegraph. “Presentai il piano a Gerry Adams, che ne parlò con l’intero staff di brigata – gente come Ivor Bell. Poi lo sottoposero al giudizio del quartier generale, e in ultimo a Sean MacStiofain, l’allora chief-of-staff. Dovevano discuterlo ed autorizzarlo, e lo fecero. Durante quella riunione, ero seduta sul bracciolo della poltrona di Adams, che disse che sarebbe stata un’operazione complessa e pericolosa, punibile con la morte. Disse ‘Se qualcuno vuole tirarsene fuori, si alzi adesso e se ne vada’. Gli unici che rimasero furono quelli che sarebbero andati a Londra. Io ebbi il comando dell’operazione.”

Gli obiettivi, scelti come simboli dello Stato Britannico, erano l’Old Bailey, la New Scotland Yard, un ufficio di reclutamento dell’Esercito britannico a Westminster e Whitehall. La bomba all’Old Bailey scoppiò l’8 marzo 1973 alle tre del pomeriggio, ferendo circa 200 persone. Un uomo morì d’infarto. Dolours Price commenta: “Ci furono telefonate di avvertimento, ma la gente era curiosa di vedere e rimase lì, alcuni addirittura alle finestre. A Belfast, chiunque sa che per ridurre al minimo l’onda d’impatto le finestre vanno lasciate aperte. Be’, quella era Londra, erano dei novellini. A Belfast davamo 15 minuti di avvertimento, a loro lasciammo un’ora, ma se ignorarono l’allarme e rimasero lì erano stupidi. Tutti quei feriti furono causati dalla curiosità e dalla stupidità”.

Ma le accuse non finiscono qui: come sostenuto anche da Brendan Hughes, aggiunge che era Adams ad avere il controllo sulla squadra degli Unknowns, responsabile del rapimento e uccisione segreta dei cosiddetti ‘Disappeared’ – oggetto, questo, delle registrazioni conservate al Boston College, al centro di una battaglia legale con la PSNI.

Dolours Price, “Repubblicana nel DNA”, come dice nell’intervista, ha sempre accusato Adams di aver “tradito la causa” con il Good Friday Agreement e il processo di pace. “Io non credo nel processo di pace, dovrebbe essere distrutto”, ripete: e non ci sono dubbi che le sue parole abbiano a tutti gli effetti il potenziale per farlo precipitare.

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