COVENANT PARADE, L’ORANGE ORDER RIFIUTA IL DIALOGO

Rifiutata la mozione dello Sinn Féin che invitava i Loyal Orders coinvolti ad entrare urgentemente in dialogo con i residenti della zona di Donegall Street (North Belfast), teatro di gravi scontri nello scorso mese, in vista della Ulster Covenant Parade del 29 settembre

Non sono finite le parate lealiste in Donegall Street, davanti alla Cattolica St. Patrick’s Church: la parata dell’Ulster Covenant attraverserà nuovamente la zona, e l’Orange Order ha già annunciato di avere intenzione di “suonare solo inni”, sostenendo che “non c’è nulla di sbagliato e la Parades Commission non avrebbe ragioni logiche per imporre ulteriori limitazioni”.

Tuttavia, l’emendamento con cui l’UUP ha rifiutato oggi la mozione dello Sinn Féin, chiedendo piuttosto “il riconoscimento del contributo dei Loyal Order alla comunità”, è passato con 50 voti positivi contro 48 contrari. “I nazionalisti e i repubblicani devono accettare il progresso compiuto invece di continuare ad alimentare le tensioni”, è il commento di Tom Elliott, leader dell’UUP.

“E’ imperativo assicurarci che ognuno di noi promuova un approccio meno divisorio alle parate e ad altri eventi che potrebbero essere contenziosi”, aggiunge. “Dobbiamo inoltre accettare che non tutti condividano il nostro stesso punto di vista su queste questioni, su come vengano affrontate o sulle conseguenze che possono avere”.

Per conto del Carrick Hill Concerned Residents Committee, è Frank Dempsey a prendere la parola in risposta: “I residenti non hanno nulla contro le parate, ma chiedono rispetto per la loro comunità e la loro chiesa”, ha dichiarato, “e questo gesto vuoto da parte dell’Orange Order non tiene conto di nessuno dei due. Non è che un tentativo di bypassare la Parades Commission e il Carrick Hill Concerned Residents Committee, in modo da annullare i limiti precedentemente imposti alla parata.”

Sulla decisione di “suonare solo inni” giungono commenti positivi sia dagli unionisti, che la descrivono come “una dimostrazione di buona volontà”, sia da Padre Micheal Sheehan, che però si dichiara “basito” per il rifiuto al dialogo con i residenti – elemento “critico ed essenziale per un genuino e condiviso processo di pace” secondo Alban Maginness (SDLP).

“L’Orange Order ha fatto il primo passo”, ribatte tuttavia Mike Nesbitt (UUP). “Adesso tocca ad altri farsi avanti e ricambiare”.

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