PERSECUZIONE IN VACANZA, EX POW DENUNCIA I SERVIZI SEGRETI

Alex McCrory, ex POW negli H-Blocks e membro di spicco del Family and Friends of Republican Prisoners Maghaberry, ha denunciato pubblicamente l’MI5 dopo il quarto tentativo di carpirgli informazioni, avvenuto mentre si trovava in vacanza in Portogallo con la famiglia

Vacanze subito turbate per l’ex Blanketman di Sliabh Dubh (West Belfast): gli agenti dei servizi segreti, racconta, hanno bussato alla sua porta appena tre ore dopo essersi stabilito nella casa affittata per le vacanze.

“L’altra famiglia che alloggia con noi era uscita solo per cinque minuti, e quindi aveva lasciato i cancelli aperti”, spiega. “Gli agenti dovevano essere seduti ad aspettare molto vicino alla casa, perché hanno suonato il campanello appena dopo averli visti uscire. Io ero a letto a riposarmi dopo il lungo viaggio, così ha risposto mia moglie e si è trovata di fronte due uomini che chiedevano di me per nome. Mia moglie ha chiesto loro chi fossero, e uno dei due ha risposto di chiamarsi Pete. Quando mia moglie ha detto che non c’ero, ‘Pete’ ha risposto che sapeva che ero lì e che aveva bisogno di parlarmi. Lei allora li ha mandati via”.

Ma non è finita lì: il giorno dopo sono tornati mentre le due famiglie erano fuori casa, continua McCrory, e hanno lasciato un biglietto firmato ‘Harry’ in cui gli si chiedeva di parlare con loro. “È la quarta volta che quest’uomo, Harry, tenta di approcciarmi. L’anno scorso mi si è presentato come agente alla caserma di Grosvenor, dove ero stato portato dopo una lite familiare, e due anni fa ha telefonato sulla mia linea fissa, ed è successo che abbia fermato miei amici in aeroporto chiedendo loro di me”.

E ora, in vacanza: “Quest’ultimo approccio, mentre ero in vacanza con famiglia e amici, è stato alquanto spudorato”, commenta. “È stato snervante, per tutta la settimana mia moglie è rimasta convinta che fossimo sorvegliati e seguiti. Abbiamo dovuto spiegare ai nostri amici cosa stava succedendo; abbiamo due figli piccoli, e anche loro, e da quel momento siamo rimasti tutti sul chi va là. Non ho dubbi che i miei telefoni siano sotto controllo, e sospetto che abbiano piazzato sulla mia macchina un dispositivo per rintracciarne i movimenti”.

Oltretutto, aggiunge McCroy, il suo caso non è certo unico tra i membri del Family and Friends of Republican Prisoners in Maghaberry: “L’anno scorso un uomo di Tyrone è stato avvicinato dagli agenti a Dubai; ad un altro mio amico è successo in Australia, e ad altri due in Spagna e Portogallo”.

“È tutt’altro che raro, e purtroppo per noi la legge permette loro di ricercare risorse umane, quindi questo loro comportamento non è illegale. Ma vista la storia di informatori e agenti la loro è una chiara e reale minaccia alla vita delle persone”.

È stato l’avvocato di McCroy, Kevin Winters, ad invitarlo a denunciare l’accaduto pubblicamente: “Più sono esposti, meglio è”, ha dichiarato. “È il lato oscuro della polizia, che molte persone non vedono, e smentisce in tutto la bugia che la polizia qui sia cambiata tanto che cose come queste non accadono più”.

“Abbiamo sporto denuncia alle autorità competenti, incluso il Police Ombudsman e il tribunale che si occupa degli approcci sotto copertura. Sono una minaccia alla vita e mi preoccupano sempre di più,” ha concluso.

Un portavoce dell’UK Home Office ha rifiutato di rilasciare commenti.

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