DERRY. IL PRISON CRISIS GROUP DENUNCIA “LA FARSA DELLA GIUSTIZIA”

Anche il Prison Crisis Group ricorda il 41°anniversario dell’introduzione dell’internamento senza processo, ancora oggi in vigore: è “la farsa della giustizia” di cui sono vittime, tra gli altri, Marian Price e Martin Corey

“Agite ora, e fate sentire la vostra voce per chi non ha voce”, è l’appello del Prison Crisis Group: in sei, uomini e donne, incappucciati e vestiti di bianco, hanno marciato per mano chiedendo ancora una volta il rilascio immediato di Marian Price e Martin Corey.

Poi, insieme ad altri membri del gruppo, si sono rivolti pubblicamente direttamente a Owen Paterson, Segretario di Stato britannico e diretto responsabile dell’internamento, portando in luce in particolare il caso di Marian Price: “In circostanze normali, sotto qualunque giurisdizione, non rientrerebbe tra le responsabilità di un politico ordinare il rilascio di un prigioniero. Ma in questo caso, è lei personalmente che ha disposto l’arresto di Marian e lei personalmente che può liberarla”.

“Questo per dire che le è stato negato un regolare processo. In parole semplici, è stata internata.

“Sappiamo che informazioni riservate di cui lei è al corrente l’hanno portata ad ordinare il suo arresto. Questa è esattamente la stessa spiegazione fornita da Brian Faulkner e dal governo Unionista nel 1971 per giustificare l’introduzione dell’internamento: che tutti gli ordini di internamento si basavano su informazioni procurate dai servizi segreti, che non potevano essere divulgate. Questo 41 anni fa. Credevamo che i giorni delle leggi repressive e dell’imprigionamento arbitrario fossero finiti. Ma lei li ha riportati indietro. I principi non sono cambiati nel tempo.

“Noi non riconosciamo il suo diritto, o il diritto di qualunque politico, di firmare un documento che privi della libertà qualunque cittadino senza l’attestazione di prove da parte di un procedimento pubblico. Questi sono diritti umani primari, giustizia basilare.

“Noi chiediamo che lei metta fine alla negazione di diritti umani e giustizia che è stata inflitta a Marian imprigionandola, e che la liberi immediatamente!”

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