BLOODY SUNDAY, È BUFERA SULL’ANNUNCIO DI UN’INCHIESTA PER OMICIDIO

Si leva una malcelata indignazione dalle fila dei politici Unionisti per l’inaspettato annuncio di Matt Baggott: tra le critiche, a gran voce l’appello perché anche Martin McGuinness sia oggetto d’indagine

“Martin McGuinness ha pubblicamente ammesso (durante la Saville Inquiry, ndr) che quel giorno ricopriva un ruolo di comando nella Derry Brigade dell’IRA. Se si vuole aprire un’indagine sul conto dei Paracadutisti dell’Esercito britannico, allora anche lui deve essere indagato”.

Il commento, a cui si uniscono altre voci di spicco del mondo politico Unionista, è di Peter Robinson, che non si ferma ma rincara la dose: “Ci sono davvero poche possibilità che si giunga ad una condanna, perché c’è un mondo di differenza tra prove presentate in una pubblica inchiesta e prove valide davanti ad una corte; ma dov’è la giustizia se membri dell’esercito che si trovarono ad affrontare l’IRA vengono puniti ma i prigionieri dell’IRA escono di prigione dopo due anni? Semplicemente, non può essere giustizia.
“Qui non si può semplicemente affermare che stiamo prendendo in considerazione un gruppo di persone: stiamo per spendere milioni di sterline per portare in luce la loro verità, ignorando gli altri casi.
“Credo che tutti in Irlanda del Nord riconoscano che chiunque abbia il diritto a vedere fatta giustizia, ma a questo scopo una parte della comunità sta fomentando antagonismo verso la comunità Unionista. Dov’è la giustizia per le famiglie di Kingsmills, Claudy, Le Mon?”

E alle stragi dell’IRA si appiglia anche Tom Elliott, ex leader UUP, per cui la notizia è stata “un fulmine a ciel sereno”: “Si sta costruendo una gerarchia di vittime”, denuncia, con le stesse parole del deputato del DUP Gregory Campbell, mentre per Jim Allister (TUV) si tratta di un “evidente contentino politico”.
“La decisione non solo priverà altri problemi dei fondi necessari a risolverli, ma non farà che cementare le convinzioni dei Repubblicani di aver condotto una guerra ‘giusta’, acuendo invece ancora una volta il dolore delle famiglie delle vittime di atrocità come il Bloody Friday, La Mon o Enniskillen”, continua Elliott. “Chi ha già avuto un’inchiesta pubblica interamente finanziata ora può procedere con un’indagine per omicidio contro le forze di sicurezza, mentre chi ha perso i propri cari per mano dei terroristi, e non ha avuto alcuna pubblica inchiesta, non merita l’uguaglianza”, aggiunge, arrivando addirittura a ricordare che “la marcia a Derry del 30 gennaio 1972 era illegale”.

Nonostante l’infuriare della bufera di critiche e frecciate, Martin McGuinness non si scompone. “Mi pare evidente che Peter Robinson non vuole che i paracadutisti siano indagati per omicidio, e stia cercando di portare l’attenzione altrove.
“Non credo che la PSNI abbia interesse ad indagare su di me, ma piuttosto sugli omicidi dei membri del Reggimento Paracadutisti, e il rapporto Saville è stato sufficientemente chiaro nell’affermare che la responsabilità degli eventi di quel giorno non ricade in nessun modo sull’IRA ma solo sull’Esercito britannico.
“Per quanto mi riguarda, non avevo con me una mitragliatrice quel giorno, com’è stato insinuato – non ne possedevo neppure una! Tuttavia”, non manca di aggiungere, “se la polizia dovesse ritenere opportuno includermi nell’inchiesta, sarò disponibile a collaborare. Non ho alcun problema in merito, nel modo più assoluto”.

Tra le voci in risposta all’annuncio di Matt Baggott si leva quella di Kate Nash, che quel giorno perse il fratello diciannovenne Willie: “Cerchiamo giustizia”, non si stanca ancora una volta di ribadire. “Non abbiamo mai chiesto un’inchiesta (Saville), ma un procedimento giudiziario, perché mio fratello era innocente. Erano tutti innocenti. E l’inchiesta che la polizia annunciato deve fare il suo corso, ovunque le prove conducano, e sì, anche andare a toccare Martin McGuinness, se necessario”, aggiunge, in merito alle dichiarazioni di Peter Robinson. “Non ho idea se fosse armato quel giorno o meno, ma può difendersi da sé. Chiunque ha il diritto alla giustizia”.

Mentre un portavoce di David Cameron dichiara che “la decisione di riaprire un’inchiesta spetta unicamente alla polizia”, la PSNI si astiene da alcun ulteriore commento dopo l’ondata di reazioni; ieri, Matt Baggott aveva annunciato: “È una questione su cui dobbiamo indagare e su cui indagheremo”.

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