“UN PASSO DI TROPPO”: ANGELA NELSON LASCIA LO SINN FÉIN

Per Angela Nelson, ex POW di Armagh, iscritta allo Sinn Féin dal 1970, la decisione di Martin McGuinness di incontrare la Regina è un punto di non ritorno, “un passo oltre il limite”: di seguito, la dichiarazione completa di dimissioni

La scorsa settimana, Martin McGuinness ha incontrato la Regina d’Inghilterra a Belfast. Quel “gesto” non è stato il risultato di consultazioni o dibattiti aperti tra i membri del partito, come ha sostenuto pubblicamente la leadership.

È stato Pearce Doherty, TD, a rendere pubblica, in passato, la posizione dello Sinn Féin sulle visite Reali in Irlanda – specialmente se si tratta del comandante delle Forze armate britanniche: non si sarebbe dovuta accogliere nessuna visita della famiglia Reale o di qualunque funzionario britannico finché non ci fosse stato un completo ritiro delle forze politiche e militari britanniche in Irlanda e una garanzia di verità e giustizia per le vittime della collusione.
L’anno scorso, coerentemente con questa posizione, i Repubblicani decisero di non accogliere il capo di stato britannico, e di non riconoscere la sua pretesa di sovranità su una parte del nostro paese.

Il 10 giugno di quest’anno, Caral Ní Chuilin ha negato che lo Sinn Féin avrebbe partecipato alle celebrazioni del Jubilee. L’11 giugno, Martin McGuinness ha dichiarato che un incontro sarebbe stata una richiesta difficile, e che non sussistevano proposte “realizzabili” in proposito. I membri del partito hanno appreso tutto ciò dai media.
Io ero certa che non ci sarebbe stato alcun incontro con la Regina, dal momento che nel partito non era in corso alcun dibattito aperto sulla questione.

Il 21 giugno, sono stata informata con un sms che ci sarebbe stato un incontro al City Hall tra i consiglieri di Belfast e Lisburn per un “briefing”. Istintivamente, ho subito saputo che era collegato alla visita. Passate esperienze mi avevano insegnato che questo tipo di “briefings” significano che un accordo è già stato preso.
Quella mattina, uno dei miei colleghi è arrivato e gli ho chiesto quali informazioni avesse. Ho espresso la mia opposizione ad un eventuale incontro con la monarchia britannica, e ho deciso di non partecipare al briefing; ma, nei due giorni seguenti, ho ribadito costantemente a tutti i colleghi di partito che io fossi contraria ad un incontro. Il secondo giorno, mentre ero in ufficio, i media hanno confermato che McGuinness avrebbe incontrato la Regina.

Il 23 giugno ho partecipato ad una protesta apartitica a Belfast, organizzata dalle famiglie delle vittime della violenza di Stato britannica. Essere lì, in solidarietà con loro, ho percepito come tangibili il loro dolore e la loro sofferenza.
Eamon Cairns, parlando dell’omicidio dei suoi due figli, Gerard e Rory, avvenuto in casa, ha concluso il discorso con questa frase, davvero toccante: “Mi riesce davvero difficile accettare che Martin McGuinness possa chiudersi dietro una porta a stringere la mano da cui gocciola il sangue dei miei figli”.
Le sue parole riflettono l’opinione di molti, esterni o interni allo Sinn Féin che siano.

Io ho sempre tenuto, da Repubblicana, la testa alta. Ho conosciuto e mantenuto i contatti con numerose famiglie di Volontari caduti e di coloro che sono rimasti vittime della collusione e della violenza di Stato britannica.
Non avrei potuto dimenticare tutti loro e metterli da parte accettando il recente gesto “simbolico” e “significativo” della leadership.

Mi sono unita al Movimento Repubblicano nel 1970. L’obiettivo di una Repubblica Socialista di 32 Contee era la base su cui la nostra lotta era fondata. In tanti hanno dedicato la vita al raggiungimento di quell’obiettivo, e altrettanti sono morti per questo.

Molte persone hanno influenzato le mie opinioni nel corso degli anni: numerosi tra loro erano Repubblicani dai principi saldi, e tra loro molti pagarono con l’estremo sacrificio le loro convinzioni.
Riconosco che molti, e tra loro molti innocenti, hanno perso la vita. La guerra è una cosa terribile, e molte famiglie sono oggi senza i loro cari. Che siano di Derry, Ballymurphy o Kingsmill è irrilevante: il loro dolore è lo stesso.

Non sono contraria alla pace o al raggiungimento di una convivenza solidale con gli Unionisti: sono coinvolta in un progetto finalizzato ad accrescere le opportunità di “impiego intercomunitario” per ridurre il settarismo. Il lavoro per quel progetto è stato riconosciuto agli Aisling Awards nel 2011, quando ricevetti il premio per “Eccezionale impegno nella comunità”.

Non devo scuse a nessuno per essere Repubblicana.
Come Repubblicani, ci opponiamo alla monarchia in tutte le sue forme.
Come Repubblicani, non riteniamo che sia in alcun modo necessario incontrare la monarca britannica, Comandante delle Forze armate britanniche, mentre il nostro paese rimane diviso e il governo retto da quella stessa monarchia nega a troppe persone la verità e la giustizia sulla morte dei propri cari, di cui è responsabile.
Pur riluttante, non ho alcuna opzione se non rassegnare le dimissioni dallo Sinn Féin, partito a cui mi iscrissi 42 anni fa.

Rimarrò in politica come Consigliere Indipendente, e continuerò a rappresentare la mia comunità come ho fatto per gli scorsi sette anni. È mio desiderio rassicurare i miei elettori che rappresenterò il loro interesse e mi impegnerò al meglio delle mie abilità per adempire ai miei doveri nei confronti di tutti.

I miei contatti sono disponibili tramite il Lisburn City Council.

Vostra, Angela Nelson

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