HUNGER NELLE SALE ITALIANE

A quattro anni dalla sua realizzazione, il 27 aprile Hunger (opera prima di Steve McQueen) esce finalmente nelle sale italiane. La tragica, cruda e veritiera ricostruzione del martirio di Bobby Sands, il primo di 10 prigionieri politici repubblicani a lasciarsi morire di fame nel Maze. Era il 1981 e ancora niente è cambiato

Qui di seguito, una mia “visione” di Hunger scritta nel 2008 quando la pellicola era disponibile solo in lingua originale.

La mia visione di Hunger

Pochi giorni fa ho finalmente potuto vedere il film Hunger, in lingua originale. Questa non è una recensione, non credo di essere accreditata a poterlo fare anche se sinceramente, come ho già avuto occasione di scrivere, ho letto critiche scritte da parte di giornalisti blasonati che si sono magari permessi di sputare su pagine di storia che forse nemmeno sanno che sia stata realmente scritta e vissuta.
Immagini di storia vera che si susseguono incalzanti in 90 minuti circa di pellicola. Sì immagini, perchè di dialoghi ce ne sono pochi se non il colloquio tra Bobby Sands ed il prete ripreso a distanza con telecamera fissa. Immagini da alcuni definite orripilanti, nauseanti, ma a mio avviso semplicemente ‘vere’. Anzi se Steve McQueenn (britannico di nascita e alla sua opera prima come regista) avesse voluto, avrebbe potuto azzardare molto di più…perchè la storia quella ‘vera e vissuta’ va ben oltre l’orripilante ed il nauseante che spero abbiate occasione di vedere in questo film. Meritatissimi i riconoscimenti attribuiti ad Hunger ed al suo regista in occasione del Festival del Cinema di Cannes (première mondiale), Festival del Cinema di Venezia, Toronto Film Festival, ecc… Di prim’ordine la fotografia, così come l’interpretazione di Michael Fassbender dimagrito all’inverosimile per interpretare Bobby Sands, protagonista del film durante le ultime 6 settimane di vita negli H-Blocks del Maze, morto di fame al suo 66esimo giorno di sciopero della fame (Irish Hunger Strike del 1981).
Detto questo, non mi resta altro che augurarvi di poterlo vedere nelle sale italiane o attraverso canali alternativi. Solo un consiglio, se volete apprezzarlo come merita non approcciatevi al film senza avere almeno un’infarinatura della realtà storica che Steve McQueen ha voluto narrare. Una delle pagine più nere della storia nord irlandese, coincidente con forse una delle maggiori ‘sconfitte’ del governo britannico.

(tratto dall’ormai accantonato blog Immagini e Pensieri)

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