PSNI raids

CRAIGAVON, NEWRY E LURGAN, I RESIDENTI: “LA COMUNITÀ È IN ARRESTO”

20 land rovers e una quarantina di agenti: da una settimana tre membri del Republican Sinn Féin sono vittime di raids “ripetuti ed estremamente aggressivi”, mentre i residenti a Craigavon, Lurgan e Newry denunciano “una situazione terrificante di effettivo arresto collettivo”

Insostenibile. In una ventata di proteste, i residenti delle zone in cui la concentrazione e l’aggressività della polizia è più elevata dipingono così la situazione in cui sono costretti a vivere: “Nessuno può uscire dall’area senza il rischio di essere fermato, perquisito e rimanere vittima di abusi verbali da parte della PSNI” è la denuncia. “Da almeno due settimane un elicottero della polizia sorvola la zona, e i residenti sono a tutti gli effetti trattenuti in un arresto collettivo. Chi vive a cinque miglia da qui non ha idea di quale sia la situazione, ma la concentrazione di poliziotti nell’area, con i loro modi aggressivi e tirannici, non giova alle relazioni tra le comunità. Non c’è da stupirsi che i giovani si sentano tanto alienati quando vedono le loro case venire devastate e i membri delle loro famiglie essere vittime di abusi”.
“Si tratta di deliberati tentativi del RUC di continuare a tenere soggiogati i nazionalisti, ma non funzioneranno. È un gioco estremamente pericoloso, con una comunità marginalizzzata”, hanno aggiunto i testimoni, che hanno chiesto di rimanere anonimi.
Sono stati tre membri del Republican Sinn Féin, che i raids della polizia hanno preso di mira negli ultimi giorni con pattuglie di 20 land rovers e una quarantina di agenti, a denunciare il problema. Uno di loro racconta: “Hanno sequestrato computer, dispositivi di archiviazione di dati e telefoni cellulari, e mi hanno minacciato di arrestarmi se avessi continuato a parlare in irlandese, perché non capivano quella ‘lingua straniera’. Hanno addirittura gridato ai bambini di “andare a f******” e li hanno inseguiti sotto tiro di armi da fuoco quando si sono riuniti in strada per vedere cosa stesse succedendo, per poi prendere i nominativi di tutti senza curarsi dell’età”.
Intanto, anche l’Éirígí di Newry ha condannato le azioni della PSNI nella Contea di Armagh, che hanno “ormai raggiunto nuovi picchi di bassezza”, essendo rivolte non solo contro adulti e bambini indistintamente, ma anche contro operatori comunitari.
“A St. Patrick’s Day, sono stato contattato da residenti di Parkhead Crescent preoccupati perché la PSNI aveva invaso l’area con due carri armati e una land rover armata” ha dichiarato Stephen Murney. “Uno dei residenti mi ha raccontato che hanno fermato e perquisito sua madre mentre era con due bambini piccoli, e dopo di lei si sono accaniti contro un gruppo di giovani nelle vicinanze, finendo per arrestare forzatamente uno di loro. Quando i residenti hanno tentato di intervenire, sono stati minacciati anche loro con le armi”.
Pochi giorni dopo, continua, è stato un operatore comunitario che si stava occupando di attività caritatevoli quando “non solo è stato fermato e perquisito secondo le sezioni 21 e 24 del British Justice and Security Act e sottoposto al supplizio nel centro di Newry, ma hanno anche cercato di sottrargli la sua tessera sponsor”.
“Fortunatamente”, aggiunge Munrey, “grazie a forti proteste non solo sue ma anche dei testimoni della scena, la tessera gli è stata restituita ed è stato lasciato andare, ma questi ultimi incidenti non fanno che provare quello che stiamo ripetendo da tempo. In troppi sono vittime della loro implacabile milizia – adulti, bambini, attivisti politici e ora anche raccoglitori di fondi di beneficienza. La PSNI non è chiamata a rispondere delle proprie azioni davanti a nessuno, possono fare quello che vogliono quando vogliono”.

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