UN ANNO DALL’OMICIDIO KERR, LA MADRE: ‘I SUOI KILLERS NON HANNO OTTENUTO NULLA”’

La madre di Ronan Kerr, ucciso dalla Real IRA come monito ai cattolici che vogliono entrare nella polizia, esorta a sfidare i dissidenti e chiede risposte sulla morte del figlio

La madre di una recluta della polizia nord-irlandese uccisa dai militanti armati ha esortato cattolici e repubblicani a sfidare il terrorismo dei dissidenti entrando nella PSNI, il corpo di polizia dell’Irlanda del Nord. A pochi giorni dall’anniversario dell’uccisione del figlio Ronan per mano di un gruppo di fuoco della zona di East Tyrone che si oppone al processo di pace, Nuala Kerr afferma che gli assassini del figlio non hanno ottenuto nulla.
Ronan Kerr morì in seguito all’esplosione di una bomba piazzata sotto la sua auto nelle vicinanze di Omagh, il due aprile 2011. Il 25enne era entrato nella PSNI solo due mesi prima. La sezione della Real IRA stanziata in County Tyrone scelse Kerr come obiettivo esemplare, la cui morte fungesse da deterrente per tutti i cattolici e repubblicani che volessero unirsi alla PSNI.
“In molti mi hanno detto, da allora, ‘mio figlio, mia figlia, sono ancora più determinati ad entrare in polizia’”, ha detto Nuala. “Sono molto felice che almeno qualcosa di positivo sia venuto fuori da [questa tragedia], ma allo stesso tempo sono triste che Ronan non sia qui per guidare le nuove reclute”.
Ad un anno dal fatto, il caso dell’omicidio Kerr è ancora irrisolto e nessun sospetto è stato ancora individuato. La madre afferma però che i responsabili passeranno il resto della loro vita schiacciati dalla consapevolezza di aver tolto una vita, e ha lanciato un appello ai carnefici del figlio incitandoli a costituirsi. “Mi dispiace per quelli come loro, che sono stati cresciuti e indottrinati nel credere che uccidere qualcuno sia un modo per ottenere qualcosa”, ha detto Nuala, che ha aggiunto che i killer non hanno “guadagnato assolutamente niente” dall’omicidio di Kerr. Secondo Nuala, cattolici e repubblicani non dovrebbero lasciarsi spaventare da episodi come questo per rinunciare ad entrare nella PSNI, che dovrebbe essere un corpo rappresentante tutta la società dell’Irlanda del Nord.
“Credo che sia l’unico modo per andare avanti in questo paese, dobbiamo avere una giusta rappresentanza in ogni aspetto della nostra via, e la polizia è uno di questi”, ha detto Nuala, che intende commemorare l’anniversario della morte del figlio nella propria casa, vicino agli altri suoi figli Cathair, Aaron e Dairine.
Ricordando Ronan, Nuala ha detto che era determinato ed entusiasta all’idea di entrare nella PSNI: “Era un giovane intelligente e determinato, con un potenziale e un grande futuro davanti. Avrebbe potuto fare qualsiasi cosa ma aveva deciso che voleva dedicarsi a quel tipo di lavoro, perché gli piaceva avere a che fare con le persone, ed era contento del ruolo offertogli dalla PSNI. Faceva un lavoro per il quale era portato, e so che sarebbe diventato un buon ufficiale di polizia”.
Nuala ricorda come il proprio figlio fosse consapevole del pericolo di attentati, e controllasse sempre sotto la propria auto per verificare la presenza di esplosivi prima di utilizzarla. Ma il giorno della sua morte, Ronan uscì solo per prendere qualcosa che si trovava all’interno della vettura – innescando l’esplosivo con il suo peso sul sedile. Furono memorabili le scene di unità ai funerali, in cui membri della PSNI e della Gaelic Athletic Association (GAA, di cui Ronan faceva parte) portarono insieme il feretro. Si trattò di un importante segnale in favore di pacificazione e unità – durante i Troubles fu proprio la GAA a bandire i membri della polizia dal praticare gli sport dell’associazione. Anche il quadro politico si mostrò unito nel condannare i killer, e rappresentanti nazionalisti e unionisti si trovarono vicini alla messa tenutasi a Beragh.
Nuala Kerr ha lanciato un appello per esortare chiunque abbia informazioni circa l’omicidio a farsi avanti: “Vogliamo giustizia per Ronan, vogliamo vedere [i responsabili] a processo. Ci sono persone che sanno cosa è accaduto, e sanno chi è stato, e noi li invitiamo a parlare. Lo devono a Ronan, a loro stessi per ripulire le loro coscienze, perché se hanno informazioni sono tanto colpevoli quanto chi mise la bomba sotto l’auto, e lo devono alla nostra famiglia che vuole delle risposte”.
Nuala ha anche inviato un messaggio ai killer del figlio: “Vorrei ricordar loro che anche loro hanno una famiglia, e sicuramente avranno fratelli, figli, o figlie – quando li guardano, come si sentirebbero se qualcuno li portasse via e facesse loro ciò che è stato fatto al nostro Ronan? Fatevi avanti, fermate ciò che state facendo e pensate al dolore che avete causato alle famiglie [delle vostre vittime]”.
Dall’organizzazione repubblicana responsabile delle violenze non è arrivato finora alcun segnale di pentimento in relazione all’omicidio di Kerr. Rispetto agli obiettivi cattolici o repubblicani presi di mira tra le file della PSNI, un membro della Continuity IRA attualmente in carcere ha dichiarato al Guardian: “Ronan Kerr entrò nelle forze di polizia britanniche, quindi era un obiettivo legittimo, come lo era [Stephen] Carroll [il primo ufficiale della PSNI ucciso dai dissidenti]. Sebbene la perdita di una vita umana sia un evento tragico, ed esiste certamente il rammarico che un uomo possa perdere la propria vita, la realtà di oggi in Irlanda del Nord è che esiste ancora un’interferenza britannica militare e politica nel nord, e contro questo ci sarà una resistenza. Questa è stata la situazione in tutti questi anni”.

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