STRAGE DI MASSEREENE: PUBBLICATA LA REGISTRAZIONE AUDIO DEI KILLER

“Chiunque abbia ascoltato le parole delle madri dei due soldati uccisi e sia a conoscenza di qualcosa o sappia identificare le voci in quella registrazione dovrebbe fare la cosa giusta e parlare con la polizia”: così Justyn Galloway (Detective Chief Inspector) spiega la decisione della PSNI di rendere pubblica la registrazione di una telefonata dei killer

“È nostro dovere portare di fronte ad una corte tutti coloro che sono coinvolti in quest’atrocità” aggiunge. Oggi, il giudice ha pronunciato la sentenza definitiva contro Brian Shivers, condannandolo a cinque anni nonostante la sua aspettativa di vita non sia superiore ai cinque; ma i due uomini della RIRA che il 7 marzo 2009 hanno ucciso Mark Quinsey e Patrick Azimkar, in servizio per il British Army, sono ancora ignoti.
“Dopo la conclusione del processo, in cui la chiamata registrata inavvertitamente è stata presentata come prova, la rendiamo ora pubblica nel tentativo di identificare le voci”.
Oggi, a sentire il verdetto le famiglie non c’erano, ma restano le dichiarazioni scritte delle madri dei due soldati: “Una madre è convinta che stringerà la mano del figlio per tutta la vita. Ora la mia mano è vuota e perduta” dice la madre di Mark Quinsey. “Siamo tutti cambiati, tutti invecchiati”, aggiunge la madre di Patrik Azimkar. “I nostri cuori e le nostre anime non sono più leggeri, ma gravati dal dolore e dal senso di perdita”.
Anche Danny Kinahan, Ulster Unionist Party (UUP), si è unito al loro appello: “Una delle immagini più intense dei momenti immediatamente seguenti l’attentato di Massereene è stata la vista della comunità di Antrim uscire dalle chiese della città e rimanere fianco a fianco in silenzio, in omaggio alle vittime. Non c’erano Cattolici o Protestanti, quel giorno – solo una comunità unita nello shock e nella rabbia, e determinata a mostrare al mondo di non aver voluto in alcun modo quest’atrocità”.
“La sentenza di oggi non riporterà indietro i due soldati uccisi”, ha aggiunto, “ma spero che procurerà un po’ di conforto alle loro famiglie”.

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