RIRA: “AVREMMO POTUTO UCCIDERE LA REGINA, MA LA SUA VITA NON VALE QUELLA DI UN VOLONTARIO”

In esclusiva all’Irish Daily Mirror la scioccante rivelazione della leadership dublinese della Real IRA: “Abbiamo discusso l’attacco e pianificato l’attentato, eravamo certi di riuscirci, ma la fuga sarebbe stata impossibile. La polizia e i servizi segreti controllavano le strade, qualunque Volontario sarebbe stato arrestato e rinchiuso in carcere a vita, e la vita della Regina non vale quella di un Volontario”

L’intervista-shock è la prova che i peggiori timori della polizia e dei servizi segreti erano fondati: tra la visita della Regina d’Inghilterra e del Presidente degli Stati Uniti, sono stati spesi 36 milioni di Euro per scongiurare la minaccia di attentati.
E il portavoce del gruppo, che dichiara ora di avere i mezzi per lanciare un assalto violento, parla senza mezzi termini: “La polizia può ritenersi fortunata che alla fine abbiamo deciso di non attaccare. Sarebbe potuto essere decisamente imbarazzante”.
La visita di Elisabetta II, prima dopo cent’anni a toccare il suolo irlandese, coprì quattro giorni di tensione altissima, dal 17 al 20 maggio: il portavoce della Real IRA ribadisce che il gruppo l’ha ritenuta “disgustosa”, rivendicando la decisione di organizzare alcune violente manifestazioni di protesta svoltasi in città e in tutta l’isola sotto il pugno di ferro delle forze di sicurezza.
“I cosiddetti pilastri della società erano lì a strisciare ai suoi piedi, ma le strade di Dublino erano vuote”, sottolinea ancora il portavoce del gruppo. “La Cork Brigade attaccò con le granate, e i membri di Dublino si organizzarono per sostenere le proteste dei giovani per le strade. L’IRA ha mobilitato i giovani. Le proteste pubbliche hanno dimostrato che in strada erano numerosi coloro che volevano opporsi alla visita”.
La Garda, tuttavia, ha escluso che il gruppo potesse riuscire a penetrare attraverso la cortina d’acciaio stretta intorno alla Regina durante la sua visita: con uno spiegamento di diecimila agenti e soldati, si è trattato della più grande operazione di sicurezza nella storia dello Stato. “Il fatto che non si sia in effetti verificato nessun grave incidente è la prova del successo di tale operazione”, dichiara una fonte della Garda, e un autorevole esperto di sicurezza ha messo in chiaro che il gruppo non avrebbe potuto avere la minima possibilità di riuscire nei loro intenti. “Non ritengo che il gruppo avrebbe avuto le capacità e i mezzi per riuscire in un attentato”, dichiara Tom Clonan, ex Capitano dell’Esercito, “ma avrebbero potuto piazzare una bomba su un veicolo lungo la strada e programmarlo perché esplodesse in uno specifico istante”. Dal suo ritiro, Clonan ha dedicato anni alle ricerche sui gruppi dissidenti, e secondo le sue analisi “non si tratta di un manipolo di criminali che perseguono esclusivamente il loro interesse, ma di persone disposte a combattere per ciò in cui credono, e questo fa di loro una grave e credibile minaccia per lo Stato”.
L’intervista al portavoce della Real IRA prosegue spostando l’attenzione sull’operato generale del gruppo, per il quale il 2011 è stato “un anno estremamente impegnato”. Sul gruppo grava l’accusa di aver estorto denaro agli spacciatori di droga e di aver ingaggiato lotte armate con gruppi dissidenti rivali, ed è inoltre sospettato di aver ucciso, in Settembre, lo spacciatore internazionale Michael “Micka” Kelly e di aver messo in atto l’attentato a Paddy Dixon, informatore della Garda, in Agosto.
Tuttavia, la RIRA sostiene di godere del maggior sostegno popolare di sempre, e di avere un saldo supporto: “Quest’anno per noi è stato il migliore fino ad ora, in moltissimi si sono uniti a noi, anche insegnanti, studenti, meccanici. Abbiamo una base giovane, ma anche un buon numero di ex Provos. Non possiamo indicare un numero preciso, ma siamo il gruppo più forte in Irlanda e a maggior ragione al Sud”. Il portavoce rifiuta poi categoricamente le accuse di racket ed estorsioni con cui il gruppo starebbe, secondo le forze di sicurezza, finanziando le proprie azioni: “Troviamo i fondi tramite metodi Repubblicani tradizionali: contrabbando di carburante, DVD economici e sigarette. Non tassiamo gli spacciatori. Se ci si riduce a quello, ci si abbassa al loro livello”. E no, rispondono a chi lo chiede, non ritengono che sia ipocrita criticare gli spacciatori e poi vendere tabacco illegale: “C’è una differenza sostanziale fra le sigarette e le droghe. La classe operaia non può permettersi il tabacco, non facciamo che rispondere alle necessità della comunità. Non costringiamo nessuno a comprare sigarette”.
“Abbiamo unità di ingegneri qualificati in grado di sviluppare armi”, prosegue il portavoce, “e possediamo un arsenale di proporzioni immense, che comprende granate a razzo, bombe a detonatore elettronico, bombe con lo switch a mercurio, bombe remote criptate, mitragliatrici leggere e pesanti e fucili d’assalto”. Descritta come “efficiente” anche la rete di trasporto delle armi da una sponda del confine all’altra, controllata dai cosiddetti “Volontari sconosciuti”.
“Diversamente dagli altri gruppi, non subiamo sequestri di armi. La nostra rete di sostegno da Sud a Nord è forte e non è stata spezzata. Questi Volontari non hanno trascorsi noti, non hanno pagine Facebook e c’è sempre una sola persona che ha a che fare con i Volontari sconosciuti”.
Riguardo agli attacchi, recentemente rivendicati, contro due banche al Nord e contro gli uffici della UK City of Culture a Derry, il gruppo dichiara: “Attacchi del genere sono parte integrante della nostra strategia di mirare alle infrastrutture finanziarie che sostengono il sistema coloniale capitalista britannico in Irlanda. È il riflesso diretto della pressione delle comunità della working class dell’intera Irlanda”.
La Dublin Brigade si dichiara d’accordo con questa strategia, ma non ha ancora esteso la sua applicazione dall’altro lato del confine: “Al momento non abbiamo in previsione di agire così qui, ma riconosciamo una tolleranza per le azioni contro le banche. Le banche si macchiano di crimini contro la classe operaia, e la classe operaia ha il nostro incoraggiamento ad uscire allo scoperto ed organizzare azioni di disobbedienza civile”.
L’articolo in esclusiva sul Daily Mirror si conclude con una tagliente analisi di Pat Flanagan, totalmente in contraddizione con l’intervista al portavoce della Real IRA, che riportiamo di seguito.
“I membri della Real IRA affermano di essere Repubblicani, ma non lo sono.
Sono un manipolo di criminali che credono di poter unire l’Irlanda con il racket, le estorsioni e le truffe sul petrolio.
Mentre la Provisional IRA poteva effettivamente contare sul sostegno popolare, questo non vale per loro. Non hanno più di una dozzina di membri, tutti legati a numerosi omicidi e a sparatorie.
Non rappresentano nessuno se non un ristretto numero di gangsters molto più interessati al racket che al repubblicanesimo. Sono gli stessi patrioti che amano tanto il loro paese da avvelenare i fiumi e i corsi d’acqua lungo il Confine con gli scarti chimici e tossici dei loro traffici di carburante.
Non solo non hanno alcun rispetto per la legge, ma nemmeno per la volontà democratica del popolo irlandese. La Regina era un’ospite nel nostro paese e la sua visita ha ridefinito i rapporti tra l’Irlanda e l’Inghilterra. Quando ha deposto quella corona al Garden of Remembrance per onorare i patrioti d’Irlanda, ha segnato la fine di un’era e l’inizio di un’altra. Gli antichi contrasti sono scomparsi per sempre e due buoni vicini sono diventati due buoni amici. Una bomba durante la visita della Regina sarebbe stato uno scandalo che avrebbe ucciso e ferito persone innocenti e gettato vergogna sull’Irlanda agli occhi del mondo.
Ma causare morte e distruzione è lo scopo di questa organizzazione, e avrebbe beneficiato al loro racket.
La stragrande maggioranza degli irlandesi spera in un futuro luminoso, e non si deve permettere che questo gruppo riporti il paese al suo sanguinoso passato.”

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