DISSENSO FRA I DISSIDENTI?

Da An Sionnach Fionn, il commento ad un articolo di Henry McDonald apparso sul Belfast Telegraph del 3 gennaio

Traduzione a cura di Elena Chiorino

Secondo l’articolo di Henry McDonald pubblicato sul Belfast Telegraph, i Repubblicani della Resistenza (CIRA, RIRA e ÓnahÉ, che rimangono fedeli alla linea di resistenza militare contro l’occupazione britannica del nord-est dell’Irlanda) potrebbero star affrontando una frattura al loro interno, associata ad un cambiamento di strategie e tattiche.

“Non diciamolo troppo forte, ma nella seconda metà del 2011 le diverse fazioni del repubblicanesimo anti-pacifista sono rimaste relativamente silenziose.
Questa inattività riflette forse recenti successi delle forze di sicurezza? O quest’assenza di azioni armate dall’omicidio dell’agente Ronan Kerr in aprile suggerisce una revisione, o un ripensamento, delle strategie della Continuity IRA, della Real IRA e dell’Oghlaigh na hEireann?”

Credo che intenda Óglaigh na hÉireann (non per dire, ma l’abbreviazione di Óglaigh na hÉireann è ÓnahÉ – non ONE. Le regole della lingua Inglese non valgono per la lingua Irlandese). Ma continuiamo:

“Per quanto riguarda la prima domanda, il luogo più ovvio a cui fare riferimento è la Repubblica, e in particolare Dublino. Nella capitale della Repubblica, almeno due dei gruppi repubblicani della linea dura sono coinvolti in altre lotte, sia fra loro sia con le gangs criminali della città.
La Continuity IRA di Dublino insiste nell’affermare di essere unita, ma esiste anche un’altra fazione da essa separata, con base a Limerick, che ha iniziato una guerra di sparatorie con la sua rivale più grande.
Questa frattura recentemente è giunta fino dentro le celle di Maghaberry, dove cinque prigionieri repubblicani sono stati trasferiti dall’ala nella quale è detenuta la maggior parte dei prigionieri dissidenti. Il loro trasferimento – frutto di minacce di morte – è stato collegato ad uno scontro fra la CIRA e suoi ex membri. Visto ciò che sappiamo della ‘guerra segreta’, spesso di natura amorale e manipolatoria, delle forze di sicurezza contro le fazioni della lotta armata repubblicana, non è così strano identificare le origini di queste ultime lotte nell’opera di agenti provocatori pagati dallo stato”.

Non ci sono molti dubbi che la situazione della CIRA, la più antica delle organizzazioni dissidenti della Resistenza Repubblicana, sia a dir poco disperata, sia politicamente che militarmente. L’integrità e l’indipendenza del gruppo sono state compromesse dalla vicinanza di alcuni loro membri alle gangs criminali irlandesi (a Limerick, Dublino e Belfast), e questo ha lentamente portato alla rovinosa spirale dell’anarchia interna.
Ora come ora, è difficile affermare con certezza chi sia o non sia un membro della CIRA, perché in troppi hanno assunto questo titolo come bandiera di convenienza per coprire attività criminali.
Ripetute scissioni fra i ranghi si sono unite a quelle che hanno frammentato il partito politico ad essa più vicino, lo Sinn Féin Poblachtach (Republican Sinn Féin, RSF o SFP), con due fazioni rivali che reclamano legittimazione (e supremazia).
Gli agenti di stato irlandesi e britannici hanno indubbiamente contribuito alla costante (e crescente) debolezza della CIRA, non c’è altresì dubbio che il più influente fattore sia la “criminalizzazione” dell’organizzazione da parte dei suoi stessi membri e dalle frange ad essa vicine.
A questo si è aggiunta la connaturata debolezza e le contraddizioni dei principi fondamentali adottati dall’organizzazione, e il suo rifiuto auto-distruttivo di accettare lo stato contemporaneo dell’ Éire/Irlanda come lo stato successore della Repubblica Irlandese del 1916-1923. Questi due elementi, più di ogni altro, l’hanno compromessa dalla nascita e hanno reso inevitabile il suo declino.
Intanto, nei ranghi della Real IRA (RIRA):

“In un’intervista con la Real IRA dello scorso autunno, tra minacce bellicose ai banchieri e al sistema bancario, c’era un significativo commento sul dibattito interno a tutte le frange del repubblicanesimo dissidente.
I rappresentanti della Real IRA rivelavano che erano in corso discussioni sul futuro, inclusa l’efficacia della ‘lotta armata’.
Non era passato inosservato che qualcuno propendesse per una campagna maggiormente incentrata sull’economia, indirizzata contro obiettivi capitalisti strategici, come le banche – una sorta di versione irlandese del ventunesimo secolo del terrorismo di Sinistra stile Baader-Meinhoff.
Chi auspica un tale cambiamento sta chiaramente aspirando a trarre vantaggio dall’odio sempre più diffuso contro le banche e altre istituzioni capitaliste dell’isola.
Ecco perché la Real IRA rivendicò qualche mese fa le esplosioni alle sedi della Santander Bank a Derry e Newry, nel tentativo di identificarsi con un crescente sentimento anti-capitalista.
È difficile determinare se un solo rappresentante da una sola di queste diverse fazioni rifletta accuratamente il variegato insieme di correnti di pensiero interne al repubblicanesimo dissidente”.

È davvero arduo individuare l’eterogenea corrente di pensiero dei Repubblicani della Resistenza, e credo che in quelle dichiarazioni sia stato letto più di quanto fosse in realtà espresso. Indubbiamente alcuni attivisti della RIRA sono vicini ad un repubblicanesimo socialista più estremista, ma la recente serie di attacchi alle banche nelle Sei Contee occupate del Nord dell’Irlanda è stata frutto di una strategia che consisteva nel mirare ad obiettivi relativamente facili, come qualunque propaganda anti-capitalista. Con un investimento minimo in termini di personale, equipaggiamento, munizioni e rischio di fallimento (cattura o morte), la RIRA ha ottenuto un massimo profitto in pubblicità e nel causare sconvolgimento e puro e molesto fastidio all’amministrazione britannica o bilaterale del Nord.
È l’impossibilità di intraprendere operazioni militari dirette contro le Forze d’Occupazione britanniche o alle loro installazioni nel nord-est che impedisce il corso di quella che vorrebbe essere la lotta armata della RIRA (o anche della CIRA e dell’ ÓnahÉ), non le questioni ideologiche o politiche (anche se, come per la CIRA, la criminalizzazione delle frange sempre più facilmente penetrabili dell’organizzazione è uno dei fattori “finanziari” che sembrano pesare di più).
Tuttavia, quando si tratta di “combattere gli inglesi”, per la maggior parte dei Repubblicani della Resistenza la realtà è: se potessero, lo farebbero.
Al momento, non possono. Ma, come è avvenuto spesso nella storia irlandese, questo momento passerà.

About these ads

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...