PREMIO “ALESSANDRO TASSONI 2011″ A “IL DIARIO DI BOBBY SANDS, STORIA DI UN RAGAZZO IRLANDESE”

Il libro “Il Diario di Bobby Sands, Storia di un  Ragazzo Irlandese” (Castelvecchi) , di Silvia Calamati, Laurence McKeown e Denis O’Hearn ha vinto a Modena il premio “Alessandro Tassoni 2011″ per la sezione saggistica

Motivazione del Premio Alessandro Tassoni 2011 – Sez. Saggistica – Conferito al libro “Il Diario di Bobby Sands, Storia di un Ragazzo Irlandese”

(Prof. Francesco Muzzioli, critico letterario e docente di Teoria della Letteratura all’università La Sapienza di Roma)

“A trent’anni dagli eventi drammatici che portarono Bobby Sands alla morte dopo un lungo sciopero della fame, la sua storia rivive in questo libro, scritto da Laurence McKeown, che di Sands è stato compagno di prigionia, coadiuvato dal giornalista Denis O’Hearn, e curato in edizione italiana da Silvia Calamati, che ha aggiunto un servizio fotografico sul carcere di Long Kesh, dove Sands e gli altri prigionieri furono rinchiusi e tenuti in condizioni inumane.
E’ la storia di un ragazzo ventenne che proprio nella cultura e nello studio trovò gli stimoli per resistere alla prigionia. Infine, di fronte al cinismo e alla violenza, scelse come estrema forma di protesta l’astensione dal cibo, contrastando in sè lo stesso istinto di sopravvivenza.
Il libro procede con una narrazione che alterna il presente con il passato. Riporta stralci del diario di Sands, che seguono passo per passo le sue ultime giornate e ci fanno sentire da vicino il coraggio della sua radicale forma di lotta.
Nello stesso tempo in ogni capitolo ricostruisce una parte della sua vita precedente l’arresto, la progressiva presa di coscienza politica, la prima e la seconda incarcerazione, l’inasprimento delle condizioni dei detenuti e lo sciopero della fame e, infine, l’elezione al parlamento di Westminster, che coincide però praticamente con la sua morte, il 5 maggio 1981.
Il libro contiene inoltre i profili degli altri nove giovani che seguirono Bobby Sands nello sciopero della fame fino alle estreme conseguenze e si chiude con i testi delle canzoni, nate anch’esse come forma di resistenza all’oppressione.
Mentre la lentezza del diario rende in modo incisivo lo stillicidio della debilitazione fisica, dal percorso biografico fuoriesce il ritratto palpitante di un “eroe normale”. Sì, perché Bobby Sands – lo vediamo dalle foto e dai murales riprodotti nel volume – è un ragazzo degli anni Sessanta – Settanta, con i capelli lunghi e la chitarra, che come molti altri chiede indipendenza, libertà e uguaglianza.
Il suo eroismo consiste nel non aver avuto paura della minaccia del potere e di essersi dimostrato, alla fine, il più forte.
E’ dunque un libro che – al di là della questione storica che ancora suscita discussione – deve farci riflettere sul “bisogno di eroi” e sull’alto prezzo della libertà, sull’esortazione etica che prorompe dalla vicenda di Sands a “non cedere mai non disperarti, non abbandonare la speranza”.
Dovrebbe anche servire a riprendere da capo il problema dell’identità europea, in un periodo in cui l’unità del nostro continente sembra sfaldarsi da tutte le parti prima ancora di essere stata raggiunta. Un’identità capace di autocritica, che tenga conto di episodi come questi del gravissimo deficit di “diritti umani” che si è verificato proprio nel cuore della cosiddetta civiltà”.

Nel ricevere il premio la giornalista e scrittrice Silvia Calamati, collaboratrice di RAI NEWS 24, ha dicharato:

“ Il fatto che una giuria così prestigiosa, come quella del premio Tassoni, abbia deciso di ricordare il sacrificio  di  Sands e dei suoi nove giovani compagni morti con lui a Long Kesh, nonché la dignità e il coraggio mostrati dalle  centinaia di altri prigionieri nel corso delle loro durissime lotte carcerarie, significa riconoscere che Sands oggi sia diventato un punto di riferimento per  chiunque, in ogni parte del mondo, sia impegnato a lottare per la giustizia e la libertà o sostenga questa lotta.
“Anche se il carcere di Long Kesh è stato abbattuto nel tentativo di cancellare la memoria storica degli scioperi della fame, nulla potrà fare il governo britannico per sopprimere il messaggio di libertà e giustizia che Sands e i suoi compagni hanno lasciato alla propria gente e a tutto il mondo”.

Premio Alessandro Tassoni

Nato nel 2005, il Premio Alessandro Tassoni viene organizzato dall’Associazione Culturale Le Avanguardie e dalla rivista Bollettario (diretti dalla poetessa Nadia Cavalera), con il  contributo degli Assessorati alla Cultura del Comune e della Provincia di Modena e con la Biblioteca Estense Universitaria e il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali,  della Regione Emilia Romagna, dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Facoltà di Lettere e Filosofia).
Con l’adesione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, viene assegnato ogni anno a un libro di poesia, narrativa, teatro e saggistica che, in omaggio ideale a Tassoni, sia “ innovativo, pacifista, impegnato civilmente per la costruzione di un mondo più giusto e democratico” .
Nel 2007 è stato dato honoris causa a Franca Rame e, nel 2008, a Gherardo Colombo.
Gli altri vincitori del Premio Tassoni 2011 sono: Lea Vergine (honoris causa),  autrice di numerose pubblicazioni sui problemi dell’arte contemporanea, Maura Del Serra , docente di letteratura comparata all’università di Firenze, una delle voci più alte e profonde del panorama poetico contemporaneo (Tentativi di certezza – Marsilio – Sezione Poesia), e Barbara Garlaschelli, (Non ti voglio vicino – Frassinelli – Sezione Narrativa).

Informazioni su questi ad

2 pensieri su “PREMIO “ALESSANDRO TASSONI 2011″ A “IL DIARIO DI BOBBY SANDS, STORIA DI UN RAGAZZO IRLANDESE”

  1. e’ sicuramente una cosa magnifica ed importante, rilevante soprattutto al fine di una maggiore divulgazione della realtà in cui viviamo,
    e con l’occasione evidenzio e ricordo l’altro libro “le figlie di Erin”,
    l’altra metà del cielo ….
    Apriamo bene gli occhi al mondo!
    Grazie Silvia Calamati per il tuo impegno

  2. Grazie a Silvia sicuramente, persona che ho avuto il piacere di conoscere inaspettatamente al Lido, mentre stavo proprio leggendo il suo libro

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